lunedì 28 maggio 2007

dieci giorni

Federico ha compiuto dieci giorni. E' bello come il sole. La sua serenità, il suo sguardo, i suoi primi versi hanno riempito le nostre giornate. Come il fratello, Riccardo, si guarda intorno e curiosamente vuole capire tutto. Se penso, anche solo per un istante, a quanta gioia ha portato, dopo tanta pena provata da gennaio in poi, la rabbia mi assale. E vorrei andare dove lavora una certa persona, per mandare via quelli che potrebbero affidarsi ciecamente a lui, consegnando nelle sue mani il frutto del loro amore. Vorrei spedirgli una cartolina, una foto di Federico ( e non è escluso che lo farò!), una registrazione con le parole di mia moglie, che parla con nostro figlio in modo amorevole e allegro. Brutto bastardo! vorrei dirgli: non doveva nascere? Vero? E tu eri quello che sicuramente sapeva, che aveva previsto le sue malformazioni, che aveva intuito come sarebbero andate le cose? Grazie a Dio, al di là dei medici, esistono gli amici. Grazie a Dio, al di là dei luminari esistono quelli che, contro le leggi del mondo e delle raccomandazioni, fanno il loro lavoro, seriamente, duramente, ma con grande dedizione. Grazie a Dio

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