martedì 30 dicembre 2008

2008 finito

Se ne va un altro anno, senza infamia e senza lode. Con una certezza, però: ho più capelli bianchi, due figli meravigliosi, una moglie bellissima che è anche un caderpillar... E sempre nemmeno il becco di un quattrino. E allora la massima, per il 2008, è questa: "Chi sceglie il cuore, spesso, paga un pegno. Chi sceglie il futuro,sempre, perde un affetto. " PP .....e buon anno a tutti!

venerdì 7 novembre 2008

ciao, muso nero! dedicato a Obama e a chi si sente diverso

Ciao, muso nero!
Diverso, si, diverso da me e da molti altri nel mondo. Ma figlio di uno stesso DIO. Nato sotto una stella differente, ma con un destino ben chiaro, limpido, segnato. Ciao, muso nero!
Come tutti quei “diversi” che hanno sofferto e patito nel mondo hai saputo attendere, hai saputo desiderare, hai saputo conquistare. E gli spazi, le speranze, le gioie sono diventate realtà. Ciao, muso nero!
Hai lottato contro tutti e contro te stesso, forse, per vincere sui pregiudizi e sulle maldicenze; hai combattuto per far si che le tue origini fossero affrancate e il colore della tua pelle venisse rispettato; hai gettato le basi del tuo progetto già col primo vagito, mentre in alcuni Stati uomini e donne di razze differenti lottavano e si uccidevano tra loro. Ciao, muso nero!
Con le tue tre donne accanto, nella notte in cui il destino si compiva, nella notte in cui un sogno si realizzava. E tutto quello che avevi fatto, tutti gli sforzi e i sacrifici diventavano la base, le fondamenta del futuro che verrà. Ciao, muso nero!
Ora chiunque abbia provato sulla propria pelle la differenza, la diversità, l’esclusione o l’emarginazione può vedere che, sotto questo cielo, nulla è impossibile. E forse non ha importanza quanto durerà, ma solo che tu sia lì, a testimoniare un cambiamento, uno storico passaggio di consegne; non di compiti e poltrone, ma di destini. Perché tu non sei soltanto quel che sei, con i tuoi diritti riscattati e i tuoi antenati nel cuore, bensì sei il frutto di una trasformazione sociale, che è anche sostegno per tutti coloro che non credono, che si sentono esclusi, che pensano di essere abbandonati, di essere soli. Ciao, muso nero!
Ora, non scordare da dove vieni, non scordare quel che sei e quel che sono stati i tuoi padri. Non dimenticare le tue origini e nemmeno i tuoi sogni; non scordare le rinunce e i dolori, le pene e i disagi; non chiudere in un cassetto i ricordi di cosa è stato per te e per tutti quelli come te il passato; non lasciare che chiunque abbia provato la diversità come te possa dimenticare. Ma vivi, realizza ciò che hai promesso e per cui hai fortemente lottato. Non farti scoraggiare, non farti fermare. Vivi e lavora a dispetto della storia, per fare la storia.
Ciao, muso nero!

lunedì 9 giugno 2008

finley

E' difficile ignorare articoli come questo. spero serva a chi per caso incontra questo blog....

sabato 7 giugno 2008

mezzo secolo

Mezzo secolo de vita se n'è annato
è stato n'attimo, 'nfurmine, na freccia
da quanno sei sortito, ar primo fiato,
a mo che sei avvocato sulla breccia. Caro fratello mio, nun te scoccià
se mo te pieghi e è tutta n'antra storia
te devi rassegnà che c'hai n'età
e nun te poi permette sarti e gloria stai tutto er giorno in giacca, incravattato,
e vivi de ricordi e de pensieri
nun sei più er pischelletto ch'eri ieri
ch'annavi in giro tutto impomatato facevi aikido, usavi le bacchette,
magnavi riso e quarche bisteccona,
te funzioanava tutto, in ogni zona,
nun te servivano acqua e pasticchette. Te lo ricordi quann'eri regazzino
e tu padre ce portava cor boccione
a pija l'acqua alla fonte cor panino
e davamo pure du carci a quer pallone? Te le ricordi Frascati e la Majella?
Che corse, che partite, che magnate...
E sempre se finiva a bisbocciate
o a giocà tutti a uno, due tre stella E casa de nonna allo stradone,
l'ascensore a 5 lire in quer palazzo,
i corridoi, i telefoni griggi, e nell'androne,
le corse coi cugini e er rubamazzo
E via quinto pubbricio, l'antra nonna,
carne e patate, la radio, er notizziario
l'agenda co li conti giù in colonna
e nonno che sfojava er calendario Sei passato dall'aspes ar gippone
la testa ner frattempo s'è 'mbiancata
la famija s'è bella che allargata
e te sei preso più de 'na soddisfazzione. Essi bono, mo', facce 'n ber soriso
nun esse triste pe' sto compreanno
in fonno n'antri cento ariveranno
e se nun c'avrai i denti c'avrai er viso.

sabato 31 maggio 2008

dimenticanze

...E fu così che saltò il passaggio. Mentale.
La mamma, la donna che lavora, la moglie, l'amante quando resta un po' di tempo, magari la figlia se i genitori hanno bisogno d'aiuto, l'amica quando i vicini o la compagna del cuore è in difficoltà. Troppi impegni, anche troppi figli, forse, perchè a volte uno è poco e tre sono troppi.
Così, capita che un'insegnante modello, titolare di cattedra in un liceo di Merate, 14 mila abitanti, il comune più abitato della provincia di Lecco, una donna modello tutta casa, scuola e chiesa, vada dritta, salti un passaggio fondamentale nella sua vita. Almeno negli ultimi due anni della sua vita. La bambina dorme, è tranquilla. La baby sitter l'aspetta, come ogni giorno. Ma la macchina, con la stoica mamma-lavoratrice al volante, non fa tappe, non si ferma, perchè stavolta la testa rimuove l'appuntamento.
Lei scende, come ogni giorno, davanti al liceo, spegne il cellulare (quello di passaggio, dettato dal dovere di dare l'esempio ai suoi ragazzi, non salta davvero), ed entra in classe. C'è anche il tempo di aprire l'armadietto e prelevare il registro. La campanella suona, la lezione comincia...
La bimba, intanto, si sveglia. Chiama, ma nessuno la sente. Piange, ma nessuno la sente. Vorrebbe bere, mangiare, fare la pipì, ma nessuno la sente. Passano ore....
Il papà rientra in casa. E' ormai l'ora di pranzo, la segreteria telefonica lampeggia. Ascolta: è la voce preoccupata della baby sitter. "Maria? Non me l'avete portata oggi? Cosa succede? Sua moglie al telefonino non risponde. "
Lui capisce, è un attimo: chiama la scuola, scuote le mura di quel liceo addormentato nella routine quotidiana di provincia. Dalla sala della segreteria esce di corsa un impiegato, vola nel corridoio, spalanca la porta. Vede la faccia perplessa della docente, che non si aspetta quell'ingerenza durante la lezione.
Poi, la 39enne si interroga e sul suo volto compare in una frazione di secondo la tragedia, che ha il colore grigio, quasi nero, dell'anticipazione della morte.
Sono passate quasi 5 ore e lei ora si precipita giù per le scale, pensando di salvare la sua "gioia", che proprio oggi compie due anni, e c'è già la torta pronta in pasticceria da ritirare. Pensa di strapparla magari dalle mani di chissà che bruto vuol portarla via.
E invece il bruto è lei, inconsapevolmente. Perchè la corsa serve a poco, come quella in ospedale, col marito, che intanto è arrivato sul posto guidando come schumacher per le vie della cittadina.
La sua piccola non c'è più, ora. E' morta per un'incredibile ed invisibile, latente, dimenticanza, nascosta in una recondita parte del cervello materno. Dettata probabilmente, anzi sicuramente, dallo stress, dai ritmi, dalla resistenza alla monotonia, da chissà che diavolo sia ha davvero poca importanza.
Un fatto solo emerge: lei, quella splendida quasi 40enne tutta dedita alla famiglia e al lavoro, quella donna modello a cui chissà quante studentesse del liceo si erano finora ispirate per immaginarsi nel prossimo futuro, adesso non c'è più, proprio come sua figlia. Perchè è morta dentro, è rimasta vittima di un tempo che non concede distrazioni. Neanche, solo, per una volta.

venerdì 23 maggio 2008

e la chiamano giustizia

Giustizia è fatta. Dopo 6 anni di indagini, controlli, verifiche, esami del ris dei carabinieri, interrogatori, ben due gradi di giudizio, AnnaMaria Franzoni finisce dietro le sbarre.Ha ucciso Samuele, quando aveva 3 anni. Era suo figlio e lei lo ha ucciso. Lo dice la Legge, lo dicono gli indizi, lo sostiene la gran parte della popolazione italiana. Si è arreso perfino Breuno Vespa che, dall'alto della sua esperienza, ha confermato davanti a milioni di spettatori: l'ha ucciso ma non lo sa neanche lei....Come? Non ho capito bene....Già: le crisi delle mamme, oberate da quel senso di vuoto perchè non hanno più uno spazio, afflitte da quel senso di impotenza perchè non danno ad un figlio quel che devono dare anche all'altro, avvilite da una vita che ti strappa la gioventù, lasciandoti magari solo quelle insopportabili rughe.Moventi, se ne potrebbero trovare a centinaia, perchè, diciamocelo chiaro, una mamma qualsiasi può avere un momento di smarrimento. Anche un papà, aggiungo, perchè oggi, di fronte ai ruoli in famiglia, siamo tutti stanchi e affaticati, siamo tutti capaci di un gesto estremo.E quali prove ci sono della colpevolezza di Anna Maria? Attenzione, non indizi: prove....Quali testimoni chiave, quali armi del delitto, quali reperti chiari che possano giustificare una sentenza così dura da accettare, dopo sei anni in cui, nella vita della Franzoni, è cambiato così tanto.Ma forse è di questo che dovremmo parlare: che giustizia è mai questa, nel nostro Paese....Una giustizia che ti arresta, ti sputtana sui giornali, ti libera e poi ti processa. E non ha importanza se sei colpevole o no, perchè ormai sei costretta a stare nel tuo cantuccio, fino a quando, magari, in piena notte, due carabinieri bussano alla porta per portarti in cella. Dove resterai per 16 anni, o forse meno, se farai la brava. E gli altri figli? Quello che c'era già e quello che è nato dopo la tragedia di Cogne, dopo la morte di Samuele?Non era forse più logico, al di là delle colpe, trovare una pena alternativa, un modo più efficace per conddannare Anna Maria, una donna che è già stata condannata tante volte, dai tribunali e dalla vita, e dalla gente e da giornali e tv....?Non sarebbe più logico riformare una giustizia che non arriva mai alla fine, se non dopo decenni, quando magari sei morto? Non è un caso che nello stesso giorno in cui viene arrestata la Franzoni, viene assolto il farmacista del processo sul mostro di Firenze. Ma di che anni stiamo parlando? Io non ricordo più... Nella mia mente, le immagini di Pacciani si confondono con quelle della Franzoni, e l'unica cosa che riesco a vedere è una giustizia che non funziona, che arriva tardi, che tradisce le attese e spezza le speranze, che non affranca dal reato e non recupera il criminale.Ma, tant'è: giustizia è fatta. E la Franzoni, colpevole o meno ha poca importanza, se ne starà chiusa in una cella del carcere di Bologna, a lungo. Senza vedere i suoi figli, quelli che in questi sei anni, perchè no, avrebbe potuto tranquillamente trucidare (si chiama reiterazione del reato), e che diventeranno grandi con una madre in galera e mille dubbi su chi fosse quella donna che li ha tanto amati.

mercoledì 14 maggio 2008

vacanze

Le aspetti, le sogni in un posto indimenticabile, le attendi magari un anno, rimandando ogni pausa possibile...poi, basta una freccia che finisce fuori bersaglio ed eccolo lì...sei fregato!
Ah, se potessi...un calcio a tutto e via, sgommando con l'auto e facendo giravolte in mezzo agli incroci di una città vuota. E dopo ancora, un aereo, un bagaglio a mano, quattro soldi nel portafogli e una cartina in fondo alla tasca. Un libro d'amore, una biografia, magari, e due indirizzi: quello del miglior ristorante e quello dell'albergo con piscina e centro benessere. Una calda accoglienza e un po' di frutta fresca. Una bottiglia di birra in frigo, un asciugamano grande e pulito, ciabattine da mare e il profumo di sapone neutro nella doccia.
Ah, scordavo: sul tavolo, in mezzo alla stanza, una lettera 22 su cui pestare nei momenti giusti!

sabato 10 maggio 2008

e se domani....

e se domani...diceva una canzone... Vorrei una stanza, una scrivania, un posto al sole. Vorrei qualche soldo in tasca senza dover dire "non posso spenderli". Vorrei una macchina maneggevole, con cui sfrecciare senza semafori in città. Vorrei un bel paio di occhiali da sole, in riva al mare, e mia moglie vicino, e una pila di giornali, e due lettini. Vorrei i figli in acqua, starnazzanti e giocosi. Vorrei un pensiero per mia madre che mi manca molto e non ha conosciuto Federico. Vorrei una telefonata con mio fratello senza parlare della Lazio. Vorrei un amico vero a pranzo, con la sua famiglia, e un ottimo vino bianco nel secchiello del ghiaccio. E se domani....diceva una canzone...

mercoledì 30 aprile 2008

figli

Belli sono belli, faticosi anche. Ma non c'è niente capace di rimettermi al mondo, nonostante la stanchezza delle ultime ore, dei miei figli.
Uno quasi cammina, tra un capitombolo e una risata; l'altro è diventato un ometto e, sabato, vivrà uno dei momenti più belli ed emozionanti della sua vita.
Ricordo ancora la mia prima comunione, quando Don Sisto, che mi aveva battezzato in un garage, mi avvicinò e infilò l'ostia sotto al mio palato. La sensazione di aver fatto una cosa straordinaria mi catturò, anche se restai impalato a cercare di staccare quella sostanza appiccicosa e nuova dalla parte alta della mia bocca.
Lui è responsabile, serio, compito, molto più diligente del padre. E forse, come me, è superficiale quel tanto che serve a non dare troppo peso al passo che sta per fare. Se la godrà, insomma, ne sono sicuro.
Chissà come sarà da grande, me lo chiedo spesso. E cerco di immaginarmelo, spesso invano.
E chissà come sarà il fratello, ora ancora troppo piccolo per immaginare perfino se solo somiglierà al grande.
Quello che è certo è che, se Dio mi darà forza, le soddisfazioni non mancheranno. Per ora, restano due piccoli balilla!

alè manno

Alè Manno! Lo gridavano in molti, a squarciagola, fuori da via Salandra, quartier generale del neo sindaco di Roma, dove si è consumata una vittoria storica. Erano 15 anni, ma anche molto di più che la Capitale non voltava pagina.
Ora, finalmente, la gente ha scelto il nuovo, affrancando quello che un tempo veniva bollato, ghettizzato e costretto a vivere di opposizione. E lui, senza battere ciglio, è già al lavoro.
Armare i vigili, pulire le strade, modificare le regole base del traffico, modificare i provvedimenti inutili della giunta precedente, come quello relativo alla teca dell'ara pacis.
E noi, che l'avevamo detto in ore non sospette, aspettavamo nel silenzio e nel lavoro una vittoria da molti imprevista (e da altri tanto inattesa che è diventata una tegola pesante sul capo), ora avanziamo una richiesta: mantenere le promesse, non sottomettersi ai giochi di palazzo, non sottostare alle alleanze pericolose.
Soluzioni, dopo la marcia sul Campidoglio, e non demagogia.
Ma lui, Alè Manno, lo sappiamo, di demagogia non ne fa. Chi ama la montagna è abituato a scalare vette. E quella del colle romano resta una delle salite più ostiche, ma non proibite. Al lavoro!!

martedì 22 aprile 2008

marcia su roma

E adesso, manca solo Roma. Chissa' se dopo 15 anni di amministrazione di centrosinistra, la gente ne ha avuto davvero abbastanza. Alemanno forever. Soprattutto se ciccio rotella insiste facendo il piacione e rispondendo ai bisogni della gente con la demagogia.
Ma ve li siete scordati i parcometri finti? Ve li siete scordati i cantieri estivi in pieno centro mentre la citta' vuota avrebbe permesso circolazione libera? ve lo siete scordato che la signora Palombelli in Rutelli non fa altro che collaborare ovunque guadagnando euro a iosa e togliendo lavoro a molti professionisti in gamba? Ve lo siete scordato che Rutelli nasce radicale e va ad aspettare il papa all'aeroporto di ritorno dall'America?
La Marcia su Roma, ho l'impressione, e' cominciata. Speriamo arrivi in fondo.
L'onda lunga della vittoria alle politiche deve dare i suoi frutti. E mi sa che qualche dente ce lo leviamo....

venerdì 11 aprile 2008

elezioni

Sara' ma non ci credo....
Alla vigilia di un voto che sta tenendo molti con il fiato sospeso, ma che di sicuro non cambiera' la situazione di chi quasi non arriva alla fine del mese ( e tanto meno di quelli che non ci arrivano di sicuro), il PDL sembra destinato a vincere.
E se guardiamo i dati delle ultime elezioni, niente di nuovo: i dati del 2006 erano a favore del polo, ma per una legge strana i seggi finirono col far pesare l'ago della bilancia a favore dei COMMUNISTI....
Mi fido poco, ma ho come l'impressione che vincera' l'inciucio, e che anche stavolta di levarsi qualche dente non se ne parla.
Dopo i 5 anni di governo ad aspettare, ne passeranno molti altri.
Comunque, buon voto a chi legge e anche chi leggera'....

domenica 24 febbraio 2008

vecchio mio!

Ci siamo. poche ore e saranno 44.
Affanni, pensieri, preoccupazioni, dubbi, aspirazioni non ancora realizzate. In questi ultimi giorni sono molti gli strazi che assediano il mio cuore e strizzano il mio cervello.
La stanchezza poi mi assale spesso, e il sonno troppe volte ha il sopravvento sull'inventiva e sulla voglia di fare.
Ma la voglia di ridere, quella non si cancella. Non verra' mai meno, perche' la vita va presa per scherzo, va canzonata e vorrei che i miei figli, un giorno, avessero una grande capacita' di sdrammatizzare.
Spero davvero di riuscire a tramandare questo ai miei figli e, magari, non solo. Anche una sana educazione nel segno del rispetto e dell'amore per quei valori che, intorno a me, vedo sempre meno.
Sono quasi 44 e, comunque vada, ci ho provato e ci provero': famiglia, lavoro, passioni, altruismo. E, innanzi tutto, l'amore. Per voi, quelli che mi aspettano ogni sera, ogni notte, a casa, per condividere con me un destino irripetibile.

martedì 29 gennaio 2008

credo

Oggi, un film, una scena e mi e' venuto in mente che.... Dire in cosa credo, lasciarlo qui, nero su bianco, forse un giorno potra' servire. Perche' non mi sono mai pentito, finora, di aver fatto alcune scelte, fondamentali. Credo che la donna, nella vita, debba essere una, sola, amata con tutto il proprio cuore. Che i figli siano la cosa per cui valga la pena vivere e, perche' no, anche morire. Che un bacio non dato sulla fronte, o su una mano, o su una guancia, a chi si ama profondamente, sia un peccato da combattere. Che il mondo possa girare anche al contrario di come noi speravamo, ma vale sempre la pena di ricominciare, ogni giorno, sperando di farcela. Che mia madre sia viva piu' che mai, come coloro che stanno da sempre nel mio cuore. E lei diceva, a proposito, "ogni giorno andiamo a letto, per morire, e il giorno dopo risorgiamo per vivere un'altra giornata". Che l'affetto, il cuore, le sensazioni, vengano sempre prima del cervello e della ragione. E che io, tra le due cose, messo alle strette, scelgo sempre le prime. Che il sorriso di un bambino sia la cosa piu' bella per un uomo quasi di mezza eta' come me.

domenica 13 gennaio 2008

che rete!

Quando tuo figlio segna un goal, e sai che non poteva sperare di piu' per quella giornata, il cuore ti batte in gola, le lacrime ti bagnano gli occhi, la gioia e' incontenibile.
Quando riki comincio' a giocare, si e no calpestava l'erba sintetica senza distrarsi. In genere, la sua attenzione andava piu' a quel che accadeva fuori dal campo. Ora, e' cambiato, anzi direi che e' maturato. Impegno e voglia di vincere si sono fatti largo dentro di lui ed e' bellissimo vederlo crescere cosi', ammirare i suoi progessi, stabilire di ora in ora che sta diventando grande.
Non importa quante reti avra' fatto o salvato, alla fine dell'anno: quel che importa e' cosa gli sara' rimasto dentro di un'esperienza formativa indelebile.
Il gruppo, la disciplina, la voglia di fare, la competizione, qualche volta anche lo sfizio. tipo la rete dell'altro giorno. E chissa' che magari tra un sabato o due non si ripeta....

martedì 8 gennaio 2008

io c'ero

Onore ai caduti, ora e sempre.
Ecco il testo dell'agenzia ANSA sulla commemorazione dei caduti di Via Acca Larentia. Una vera e propria esecuzione compiuta 30 anni fa.
Io c'ero...ricordo bene quel periodo, pur breve, di militanza e contemporanea frequentazione del vicino liceo scientifico "23esimo", in via Tuscolana.
A pochi giorni dal triplice omicidio, ancora impunito, fui minacciato con una pistola, sulle scale della scuola e il mio nome fu impresso a caratteri cubitali con il doppio K sui muri interni del liceo. Mi avevano visto mentre attaccavo manifesti, con altri giovani missini, lungo i muri di via delle Cave. E molti degli autori della "spiata" che porto' alle minacce erano miei compagni di classe, ex amici delle medie.
Un marchio indelebile, che ancora mi onoro di avere e che spero un giorno serva a far capire ai miei figli quanto sia importante nella vita avere un ideale da difendere, a tutti i costi. Qualunque esso sia...
Io ebbi paura, allora. Ed avevo appena 14, 15 anni. Mio fratello, molti anni prima, rischiava una sanpietrinata; io ben altro....
Per non dimenticare....
Gianfranco Fini si asciuga le lacrime, seduto in prima fila nella chiesa circolare di San Gaspare, dove una messa ricorda dopo 30 anni la strage di Acca Larentia e i giovani missini Franco Bigonzetti, 20 anni, Francesco Ciavatta, 18 anni, Stefano Recchioni, 19 anni. Poche panche piu' in la' si commuovono Luca Romagnoli, leader della Fiamma Tricolore e Teodoro Buontempo, presidente de La Destra e scatta l'applauso quando Barbara Zicchieri, sorella di un altro giovane ucciso da un gruppo armato nel '75, con la voce spezzata dal pianto, dice: "Francesco, Franco e Stefano sono tre angeli e il regalo piu' bello per loro e' che oggi siete tutti qui, insieme". Il leader di An e' ancora scosso quando esce dalla chiesa insieme a Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri, Andrea Ronchi, Mirko Tremaglia. "Sono passati 30 anni - non si capacita Fini - e qui vedo uomini di 50 anni che ho lasciato 30 anni fa, proprio qui ad Acca Larentia". "L'auspicio all'unita' - ammette pero' commentando le commoventi parole di Barbara Zicchieri - e' nel cuore di tutti, ma appartiene alla sfera del sentimento. Poi la politica porta a scelte diverse e qui nascono i contrasti, le differenze". "L'auspicio oggi - dice ancora Fini - e' che paghi chi non ha ancora pagato. Non siamo animati da spirito di vendetta, ma la vera pacificazione passa anche dal riconoscimento delle colpe". "Sono contento - rimarca Fini - che Veltroni abbia deciso oggi di intitolare una strada ai ragazzi di Acca Larentia e il mio auspicio forte e' anche che mai piu', mai piu' si ripeta quella stagione. Mi colpisce, quando mi capita di parlare con chi sta dall'altra parte, cogliere un identico sentimento". Poco lontano dalla chiesa di San Gaspare del Bufalo sta per partire il corteo organizzato dalla Fiamma Tricolore di Romagnoli per onorare i ragazzi di Acca Larentia, ma Fini non ci sara'. "E' una manifestazione organizzata dai gruppi piu' radicali - dice mentre si allontana - An ha preferito ricordare con una cerimonia religiosa".