venerdì 15 giugno 2007

tre paoli

Aveva ragione mio nonno. Quando ero piccolo diceva: "due paoli non fanno un soldo".
ce ne vogliono 3...
Grazie a te, vecchio sceriffo.

giovedì 14 giugno 2007

bei tempi...

solo per la cronaca:
CALCIO: TARDELLI LASCIA IL CDA DELLA JUVENTUS L'EX CALCIATORE LASCIA PERCHE', A SUO DIRE, NON HA ALCUN RUOLO ALL'INTERNO DEL NUOVO CLUB. (ansa)
Bei tempi, quando ci si riuniva, pizza e coca cola, davanti alla tv. E lì, tutti insieme, a gridare come forsennati, a tifare come assatanati, a incitare come se fossimo a bordo campo. "mollalo, tira, strappagli la palla, buttala in tribuna, quello stendilo, quell'altro acchiappalo....".
Bei tempi, davvero!
Era Spagna '82, e mentre i prof aspettavano di farci secchi agli esami di maturità, gli azzurri spopolavano. E il goal con urlo di Tardelli ancora risuona, da 25 anni fa ad oggi, che pure siamo nuovamente campioni, consacrati in Germania, Cannavaro alla testa.
Bei tempi, quando i campioni restavano tali e il calcio lo vedevi pulito, fatto solo di classe e sudore. Era Tardelli simbolo di un periodo, di un momento. E, oggi, resta tale, anche quando i suoi commenti tv scadono nel banale.
Perchè è campione di vita: uno che sa dire "no grazie" e voltare le spalle anche alla società che gli ha dato lustro e fama e soldi e nome a non finire. Uno che, se è il caso, sbatte la porta e se ne va, senza tanti complimenti.
Grazie, per questo momento di coerenza. Anche a nome di quei bambini festanti, che corrono intorno al pallone sperando un giorno di essere come te, Marco!

missing

Ah, se potessi fare qualcosa....
E se potessi anche fare qualcosa a chi l'ha presa, o toccata, o solo sfiorata!!!
Maledetti! Nel nostro piccolo : http://www.findmadeleine.com/

mercoledì 13 giugno 2007

notizie sparite

Di Rignano Flaminio nessuna notizia.
Dopo la burrasca che ha sconvolto la vita di decine di famiglie, portato la disperazione in alcune case di insigni professionisti (fino a prova contraria) e scoperchiato una scuola di presunti colpevoli, il caso "pedofili in classe" sembra essersi dissolto nel nulla.
E le maestre cattive, che fine hanno fatto? I bambini costretti a saltare la scuola, dove sono ora che i cancelli hanno chiuso? il benzinaio del paese, quello nero e cattivo che tutti additavano come un divorapargoli, è ancora lì al suo posto o l'hanno rimpatriato?
Ecco a voi, signore e signori, il caso classico del mordi e fuggi. Un atteggiamento sempre più caro al nostro giornalismo, ma direi consueto anche al di fuori dei confini propri della stampa.
Finchè Vespa o Mentana non si sveglieranno, una mattina, ricordando i fatti e rispolverando la faccenda, per una caccia all'audience record, sarà difficile sapere qualcosa.
Perchè interessa quello che è immediato, non quello che passa.
Rignano, insomma, è già diventato "storia" e di cronisti con la fame delle inchieste ce ne sono sempre meno. Troppa fatica. E poi con questo caldo....

martedì 12 giugno 2007

intercettazioni

Io intercetto , tu intercetti, egli intercetta....
sembra diventato uno sport nazionale. Fatto sta che, di telefonino in telefonino, nessuna comunicazione sembra più sicura. E, vuoi o non vuoi, tutti siamo costretti a guardarci le spalle.
Chi ci ascolta? Boh, forse il nemico. Ma quale nemico? E chi non ne ha almeno uno, nella vita.
Dalle banche alle squadre di calcio, dalla tv alla radio, dal mondo infiocchettato delle star a quello brillante delle scalate azionarie, ogni uomo o donna di potere deve passare per una articolo in cui si racconta della sua intercettazione privata. Reati? Magari nemmeno mezzo. Ma, statene pur certi, figure di m... parecchie. Il risultato è bell'e pronto: ti sputtano così ti faccio fuori. Vedi alcuni casi eccellenti della politica e dello spettacolo. Vedi anche i furbetti del quartierino e quelli della foto-ricatto.

E i giornalisti? Quelli che un tempo facevano le inchieste? Dove sono finiti? dove SIAMO finiti? Di inchieste nemmeno l'ombra, di giornalisti intercettati piene le pagine dei verbali.

Che bel paese che aspetta i miei figli. Loro crescono e le "perle" di questi gentiluomini che ci circondano anche. E dire che, una volta, quando ero bambino anch'io, mia madre mi diceva: il mondo non è così brutto come sembra....